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Breve storia del back up: dalle schede preforate agli SSD

Memory

Tantissime ore del nostro lavoro e, spesso, gran parte del racconto delle nostre vite, si traducono in file di svariati formati, immagini, foto e video.

Questi contenuti digitalizzati non hanno un vero valore di mercato ma sono inestimabili per noi. Ecco perché ricorriamo regolarmente al back up, cioè al salvataggio dei dati in posti fisici o virtuali diversi da quello di origine, in modo che, da che da qualche parte, ci sia sempre una copia pronta per il ripristino.

Breve storia del back up

Non molti avranno sentito parlare delle schede preforate: erano supporti di registrazione in cartoncino in cui le informazioni venivano codificate sotto forma di fori realizzati con una stampante ad aghi. Non era né veloce né facile, ma erano gli anni 50 e ancora non si poteva parlare di vera informatica.

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Negli anni 60, con una prima timida evoluzione, si passò ai supporti magnetici su grandi bobine di nastro. Era solo una fase transitoria perché negli anni 70 le prime industrie informatiche, tra cui IBM, crearono i floppy disk.

Avevano una capacità massima di 240 kb, quindi potevano salvare solo qualche riga di testo, ma fu un vero e proprio decollo. Con la fine degli anni 80 i floppy avevano raggiunto la dimensione di 3,5 pollici e la capacità di 1,5 MB. Da qui in poi l’evoluzione diventa veloce, si passa in breve dal floppy al CD, e infine al metodo più usato e amato di sempre, il chip in silicio montato su una chiavetta USB o su un hard disk. Questi metodi di archiviazione resistono bene ancora oggi, neppure il salvataggio in cloud li ha soppiantati.

Anche le USB si sono diversificate: per salvare le foto direttamente dal nostro smartphone senza passare dal pc, ci sono le OTG – ne abbiamo vari modelli nel nostro catalogo. Abbiamo anche un wi-fi disk che è in pratica un hard disk che si collega allo smartphone via wi-fi e tramite una app per salvare foto e video senza cavi e senza usare porte USB.

Anche l’hard disk si è evoluto e ora la scelta migliore per il salvataggio dei dati è un SSD, una unità di memoria a stato solido.

Perché un SSD è la scelta migliore

Gli hard disk utilizzano parti meccaniche in movimento (dischi, motori e testine) per scrivere i dati. Gli SSD invece contengono varie schede di memoria flash collegate fra loro e non hanno parti mobili, cosa che li rende quasi immuni ad usura e danneggiamento. Un altro vantaggio offerto dalle unità SSD riguarda le prestazioni: grazie all’assenza di un disco che gira le velocità di lettura e scrittura sono altissime e la temperatura interna rimane sempre ottimale senza mai surriscaldarsi. Infine, gli SSD hanno capacità di memoria elevatissime.

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Un regalo promozionale per farsi ricordare

Un SSD è un omaggio promozionale davvero azzeccato per chi lavora con computer e dati digitali. È cento volte più capiente di una USB ma è grande meno della metà un tradizionale hard disk. Offre prestazioni tecniche avanzate e, soprattutto, maggior sicurezza per i propri dati. Quindi, perché non mettere il vostro logo aziendale su un SSD come il nostro Memory? Sarà davvero facile per il cliente ricordarsi di voi!

 

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