{"id":780,"date":"2018-05-09T10:00:36","date_gmt":"2018-05-09T08:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maikii.com\/blog\/?p=780\/"},"modified":"2022-05-03T10:33:10","modified_gmt":"2022-05-03T08:33:10","slug":"sicurezza-dei-dati-tanti-cambiamenti-e-bisogno-di-stabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maikii.com\/blog\/sicurezza-dei-dati-tanti-cambiamenti-e-bisogno-di-stabilita\/","title":{"rendered":"Sicurezza dei dati: tanti cambiamenti e bisogno di stabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>2018<\/strong> \u00e8 l\u2019anno in cui tutte le aziende si sono trovate a confrontarsi con la <strong>normativa europea sulla protezione dei dati personali<\/strong>, entrata ufficialmente in vigore il 25 maggio.<\/p>\n<p>Per adeguarsi al <strong>GDPR<\/strong>, cos\u00ec si chiama la normativa, occorre implementare una vasta gamma di misure per evitare il rischio di violare queste nuove regole: <strong>valutazione dell\u2019impatto sulla privacy, verifiche, revisione dei criteri, registrazioni delle attivit\u00e0 <\/strong>e, possibilmente, la <strong>nomina di un incaricato<\/strong> alla protezione dei dati (DPO).<\/p>\n<p>Oltre a riguardare le <strong>aziende che offrono beni e servizi<\/strong> all\u2019interno dell\u2019Unione Europea (quindi banche, assicurazioni, operatori telefonici, pubblica amministrazione, aziende del lusso, gdo, startup e aziende medie o piccole), il GDPR va a coinvolgere in maniera diretta anche gli <strong>utenti privati<\/strong>. In questo senso, basta osservare l\u2019attivit\u00e0 di due grandi colossi del web: <strong>Facebook<\/strong> e <strong>Google<\/strong>. Il primo ha recentemente pubblicato una serie di <strong>video informativi<\/strong> sui dati personali e privacy prevedendo un <strong>calo di utenti<\/strong> nei prossimi mesi a causa di una richiesta diretta di consenso al trattamento dei dati. Il secondo, in maniera analoga ma con uno sforzo anche maggiore, si \u00e8 trovato a <strong>interrogare gli utenti su quali dati vogliono condividere<\/strong> per i vari servizi, essendo costretto a mettere mano a tecnologie, processi e strumenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Un importante step per la protezione dati: il passaggio dalla password al riconoscimento biometrico<\/h2>\n<p>\u201cIl costo del cybercrime per le aziende in Italia \u00e8 di 900 milioni di dollari l\u2019anno, non stiamo parlando di un dettaglio\u201d spiega Carlo Maucelli, National Technology Officer di Microsoft Italia. Proprio questa azienda, il cui business oggi si \u00e8 molto spostato sui servizi cloud alle imprese, rileva pi\u00f9 di altre il vantaggio del GDPR.<\/p>\n<p>Un nuovo importante traguardo si raggiunger\u00e0 nel <strong>2020<\/strong>, quando secondo una ricerca condotta da Grand View Research, il mercato globale dedicato alla <strong>tecnologia biometrica<\/strong> raggiunger\u00e0 una cifra che superer\u00e0 i 24 miliardi di dollari, parte dei quali sar\u00e0 impiegato proprio nell\u2019ambito della <strong>protezione dati<\/strong>. Un recente rapporto della societ\u00e0 di sicurezza Preempt ha infatti rilevato che il 35% degli utenti ha password deboli, il 65% \u00e8 a rischio di violazione mentre, come rilevato dal Ponemon Institute nel 2017, il 35% delle aziende ha una policy sulle password ma non la applica. La <strong>soluzione<\/strong> arriva proprio dai nuovi utenti informatici, cio\u00e8 i <strong>Millennials<\/strong>, che affermano di trovarsi totalmente a loro agio nell\u2019utilizzare l\u2019<strong>autenticazione biometrica<\/strong>, agevolando cos\u00ec l\u2019ingresso di questo tipo di tecnologia anche negli <strong>ambienti di lavoro<\/strong>. Se per ovvie ragioni legate agli utenti pi\u00f9 anziani, le password non scompariranno totalmente, \u00e8 altrettanto vero che la biometria diventer\u00e0 una tecnologia di ampissimo utilizzo e a breve la necessit\u00e0 di dover ricordare password multiple diventer\u00e0 un\u2019esigenza superata, sostituita da <strong>modalit\u00e0 di accesso basate sui nostri volti, mani, occhi e voci<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Pratiche, comode e sicure: le chiavette USB proteggono al meglio i vostri dati<\/h2>\n<p>Nonostante le utili e necessarie innovazioni tecnologiche e legali nell\u2019ambito della sicurezza dati, esiste un accessorio ancora abbondantemente utilizzato sia a livello aziendale che privato per <strong>proteggere i propri dati<\/strong>: le <strong>chiavette USB<\/strong>. Spesso dotate di <strong>molti giga di memoria<\/strong> e caratterizzate da una <strong>modalit\u00e0 di utilizzo semplice e rapida<\/strong>, questi accessori rimangono ancora senza dubbio il <strong>modo pi\u00f9 sicuro e comodo per archiviare i propri dati<\/strong>.<\/p>\n<p>Scoprite le nostre <a href=\"https:\/\/www.maikii.com\/catalogo-usb\"><span style=\"text-decoration: underline;\">chiavette USB<\/span> <\/a>perfette come <strong>gadget promozionali e personalizzabili<\/strong> con logo aziendale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2018 \u00e8 l\u2019anno in cui tutte le aziende si sono trovate a confrontarsi con la normativa europea sulla protezione dei dati personali, entrata ufficialmente in vigore il 25 maggio. Per adeguarsi al GDPR, cos\u00ec si chiama la normativa, occorre implementare una vasta gamma di misure per evitare il rischio di violare queste nuove regole: valutazione dell\u2019impatto sulla privacy, verifiche, revisione dei criteri, registrazioni delle attivit\u00e0 e, possibilmente, la nomina di un incaricato alla protezione dei dati (DPO). Oltre a riguardare le aziende che offrono beni e servizi all\u2019interno dell\u2019Unione Europea (quindi banche, assicurazioni, operatori telefonici, pubblica amministrazione, aziende del lusso, gdo, startup e aziende medie o piccole), il GDPR va a coinvolgere in maniera diretta anche gli utenti privati. In questo senso, basta osservare l\u2019attivit\u00e0 di due grandi colossi del web: Facebook e Google. Il primo ha recentemente pubblicato una serie di video informativi sui dati personali e privacy prevedendo un calo di utenti nei prossimi mesi a causa di una richiesta diretta di consenso al trattamento dei dati. 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